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domenica 9 dicembre 2012

8 Dicembre - Un Dj di Bobo

banane bio dalla pianta del giardino
Tutti assieme siam usciti la sera.
Per cena siam andati in un ristorantino per mangiare sotto una toppia del buon pesce alla griglia, trattasi di carpa come sempre, accompagnato dalla buona birra Flag.
In seguito ci siam recati in un locale.
Si entra in un cortile con un bancone ed una pista da ballo.Entrambi all'aperto ovviamente.
L'inverno di Bobo ha lo stesso clima del nostro giugno, un piacere unico anche se qui la gente si mette i guanti perché fa freddo.
La pista è sotto una paillote - non ho ancora capito come si scrive - con tetto di paglia ed è circondata da vecchie casse che comunque fanno il loro lavoro.
Soungalo
Qui il dj non ha quell'importanza primaria che ha da noi, tanto che è rinchiuso in una vera e propria prigione. Una stanzetta con una finestrella con le sbarre.
Il dj più che altro è un vocalist.
Fa partire dei pezzi, mette in loop 2 battute e comincia a cantarci e parlarci sopra.
Siamo praticamente solo noi ed io vengo preso in mezzo: mi fanno ballare assieme ad una ragazza che lavora qui alla maison, Delphine, il che non mi fa affatto schifo non fosse per il fatto che il dj continua a dire cose del tipo un applauso per il tubabu e la sua fidanzata! e cose simili.
La serata scorre tranquillia.


Buona notte

sabato 8 dicembre 2012

7 Dicembre - Alcune cosette da imparare

Quando si parla di terzo mondo il pensiero comune spesso è quello di gente con una coscienza sociale un po' retrò, persone con una concezione tribale etc etc. Non è proprio così, però.
Ho avuto esempi in ambiti differenti di una concezione tutt'altro che tribale qui.
Innanzi tutto l'associazione Le paradis, condotta da giovani del posto per la scolarizzazione dei bambini e per insegnare un mestiere.
Ho visto un gruppo di ragazzi che tira la cinghia per davvero farsi il culo per altri ragazzi con la coscienza di dar loro un futuro migliore, cosa che da noi è più unica che rara. Non si tratta di ricchi che aiutano i poveri per pulirsi la coscienza, bensì di ragazzi che aiutano ragazzi.
Una delle più belle cose che ho visto qui in Africa è la poca importanza che viene data alle classi sociali.
La gente non aiuta il più povero: aiuta. Basta.
Alla sera siamo andatia vedere un concerto in un grande spazio con scalinate etc etc.
E' tutto così civile - anche troppo direi...
Innanzi tutto non vedi ubriachi. Ci saran state almeno 2000 persone e non c'era alcun tipo di pericolo.
dal sarto dell'associazione
Le facce non erano abbruttite: non si vede mai nessuno che abbia rabbia negli occhi.
Sul palco, che non è separato da transenne, avevano un loro idolo: come se per noi ci fossero i Subsonica.
La gente saliva e si faceva la foto assieme a lui mentre cantava e scendeva.Il tutto in un'armonia surreale.
Un'altra cosa che mi ha colpito è l'attitudine differente verso le istituzioni.
Come prima cosa all'inizio del concerto, che non era propriamente una politicata lecca culo delle istituzioni, son stati ringraziati gli amici poliziotti per la sicurezza. Una cosa che da noi non è concepibile:.
Ad un certo punto del concerto parlando ovviamente del loro idolo indiscusso ovvero Thomas Sankara - ed anche questo fa pensare; il fatto che come idolo abbiano un capo del governo - si son fermati ed hanno cantato tutti e dico tutti, l'inno nazionale a memoria con la mano sul cuore. In un concerto reggae!
E' vedendo queste cose, questo amore per la loro patria per i loro fratelli, per i loro alberi, per tutto, che ho intuito come una terra come questa, aldilà di ogni giudizio abbia una cosa che noi abbiam completamente dimenticato (se mai l'abbiamo avuta): la coscienza e l'orgoglio per la nazione.



Mi ha riempito il cuore.

domenica 25 novembre 2012

24 Novembre - L'isola che non c'è


E così, finalmente, andiamo ad una festa vera.
Per vera intendo consona ai canoni europei.
Siamo assieme ad un amico di Bela, un musicista che vive qui a Bamako molto simpatico e disponibile.

La festa inizia alla sera, ma noi ci rechiamo lì già nel pomeriggio per i preparativi.
A capo del comitato tecnico per la creazione dell'impianto elettrico c'è un ragazzo francese, tale David.
Da un generatore di 7500W fa partire un cavo monofase - complimenti per la scelta - che distribuisce corrente a fari e frigo facendo passare i fili sopra gli alberi.
Philippe ad un certo punto gli da un consiglio su qualcosa.
No, senti, guarda. Ho studiato questo impianto per una settimana - sinceri complimenti - e se tutti ci mettiamo a fare i capi non si fa nulla.
Philippe intelligentemente non ribatte. I francesi son colonialisti dentro.
Comunque sia il genio che ha tutto in testa fa un impianto elettrico che non ha un senso: tutto al contrario. Non ho mai visto una cazzata di tali proporzioni.
In pratica, per capirci fa uscire la tensione dalle spine anziché dalle prese, ma lasciamo perdere.
La serata va bene, i gruppi son bravi, il fonico è bravo, da bere ce n'è, la gente è simpatica.
Tutto ok.

Tornando guardo il cielo. C'è la luna piena. La prima luna piena in Mali dal 2009.

Febbraio 2008, Tintillà.
Un piccolo villaggio in mezzo alla savana. Una notte che ricorderò per sempre.
Tutti assieme in questo posto stupendo. Puliax che tocca un baobab per prendere l'energia e dopo fa tutta una scena.

Ah! Ho preso troppa energia! Ah! Come faccio devo scaricarla!
Puliax, appoggia le mani al contrario sull'albero così vai in contro fase...

Ed è la prima luna piena  qui senza Valeria. Questa cosa mi lascia un buco dentro, perché so che comunque qualunque luna piena qui sarà con lei, almeno nella mia testa.

Torniamo indietro con la pirogue in mezzo a questo fiume silenzioso, così grande che sembra il mare. Guardo l'acqua che mi scorre a venti centimetri e capisco che non cambierò mai.
E son pure contento.

sabato 24 novembre 2012

23 Novembre - Musica e riflessioni

Kassé Mady Diabaté
Siamo andati ad ascoltare un concerto di Kassé Mady Diabaté, autore maliano considerato internazionalmente che fonde la musica tipica del suo paese ad alcune sonorità più occidentali.
Sorvolando sul concerto che ho trovato terribilmente noioso - vocalizzi in bambarà, quindi per me incomprensibili, con musica ritmata ma ripetuta a livello ipnotizzante - sono giunto ad una conclusione che probabilmente è solo dovuto alla mia esperienza personale.
Ho come l'impressione che gli africani, almeno qui, per fare una cosa organizzata per bene abbiano bisogno degli europei.
Questo concerto ne è una dimostrazione. Dove si è svolto? Da quei fottuti colonialisti francesi!
Sarà, ma intanto il Centre Culturel Francais qui a Bamako organizza mostre sulla cultura del Mali non solo da un punto di vista musicale che fino ad ora ho visto solo qui.
Siamo andati a chiedere ad un centro culturale nostrano che cosa facessero e ci han risposto Ah, questo mese nulla, tutto a Dicembre. - Ah. E cosa? - Ah non so - Avete un programma? - Eh, non ancora. Però alla sera c'è sempore qualcuno che mette musica...

Da europeo che sono queste cose a me un po' sconfortano, perché quest'attitudine non la vedo come quella vincente per la via dello sviluppo.

venerdì 16 novembre 2012

15 Novembre - Hoballatocounanegra


E finalmente! L'ultimo giorno di permanenza a Dakar riusciamo a registrare qualcosa. Alle ore 17.30 un gruppo di ragazzi più un ballafonista professionista esegue per noi uno spettacolo di percussioni e coreografia. Ero sinceramente emozionato.
La cosa è avvenuta nel cortile esterno di un centro culturale di Dakar.
In pratica si suonava, si registrava e danzavano in mezzo alla sabbia. La microfonazione tipicamente africana era tenuta su da bastoni in legno legati con nastri di gomma ottenuti dai ritagli delle camere d'aria. Il risultato è stato stupefacente, soprattutto quando alla fine si è aggiunta a cantare una cantante professionista di mezza età che si è prestata così, tanto per.
Mi son di colpo reso conto di quello che diceva Philippe quando eravamo a Torino. Qui ti può capitare di suonare con professionisti che si prestano senza alcun problema. Qua i ricchi si fermano con noi a Grand Yoff in mezzo al mercato ed alla sabbia.
I soldi non hanno ancora intaccato le loro radici.

La sera festa di addio per le nostre partenze. Andiamo al Cabana il posto del giorno prima.
Anche qui musica. Un gruppo dii chitarra basso batteria e percussioni accompagnato da una voce solista di tutto rispetto. Un uomo che apparteneva ad un gruppo molto importante, unico sopravvissuto in un naufragio, il che l'ha fatto diventare religioso. E ci credo.
Si dal fatto che abbiam cominciato a ballare e per la prima volta ho avuto un contatto con una donna negra di una durata maggiore di cinque secondi.
Per contatto intendo tener per mano e ballare assieme. Era una cosa strana all'inizio: la pelle è diversa. Si tratta di una delle ragazze del corpo di ballo.
Superato il primo momento di riflessione mi son tranquillizzato ed abbiam ballato tutti assieme. Tutto ok.
La serata è terminata in terrazza a guardar queste stelle messe al contrario.

Buona notte

giovedì 15 novembre 2012

14 Novembre - Un tubabu nel quartiere


Man mano che il tempo passa sto prendendo confidenza con il mio quartiere e sto realizzando che sono l'unico bianco. E quando dico unico non dico per dire...
Chi è di Torino per capire dove mi trovo può immaginarsi una sorta di casino stile Porta Palazzo dove però sono tutti negri.
E' molto bello viaggiare per le strade del quartiere da soli. Tutti ti guardano. Alcuni pensano che sia un extraterrestre, altri son stupiti ed infine i bambini sono i più divertenti: quando ti vedono passare dicono tubabu! ti toccano e ridono. Un po' come se noi  ogni volta che passa un negro dicessimo negro!.
Inzialmente essere un solo tubabu mi faceva un po' paura ed ho capito cosa significa sentirsi diversi, in seguito ho realizzato che non c'è nulla di strano qui. I negozianti ti salutano quando passi, il venditore di banane mi vende le banane, la signora del the mi vende il the... e così via.

La sera vado in giro con Moussa, il business man.
Mi porta in un locale che è una sorta di mix  tra Giancarlo e Officine Corsare. Anche lì sono l'unico bianco. Sembra di essere in un locale sottoesposto.
Nella sala danze c'è un concerto di un gruppo veramente bravo. Batteria, percussioni, chitarra, basso e voci. Un suonare ipnotico, ripetitivo, nulla a che vedere con la struttura di un pezzo di Ligabue.
Ascoltiamo tre pezzi e poi torniamo a casa. Uno dirà Meno male che ti piacevano... Hai ascoltato tre pezzi! ma qua i pezzi son lunghi venti minuti l'uno, in perfetta tranquillità africana.
Ciao!