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domenica 2 dicembre 2012

1 Dicembre - Bienvenue a Bobo Dioulasso


Un altro viaggio un'altra storia.
I viaggi nella brousse son come il mare, sono onde che paiono tutte uguali con la stessa forma gli stessi profumi e gli stessi suoni, ma in realtà tutto cambia un po'.
Man mano che si passa da un posto ad un altro l'ambiente cambia.
Verso il Burkina la flora si tinge lentamente di verde e la terra diventa sempre più rossa.
I viaggi inoltre son come un film difficile: si possono analizzare a più livelli.
Un viaggio può essere una testa che sbatte contro un vetro, può essere caldo e cipria naturale sul viso, può essere dialogo...
 Questa volta il viaggio per me è stato un videoclip.
Come sempre la durata non ha avuto nulla a che vedere con quella dichiarata.
Dovevamo partire alle 4, invece siam partiti alle 6 - anche perché alle 5 bisognava pregare... - e siamo arrivati alle 19, anziché a mezzogiorno.
Dopo tutto bastava usare il cervello: 600 Km in una strada in mezzo alla brousse, non son propriamente come l'A1. Parti di asfalto precario si alternano a parti di terra battuta. Poi se ci aggiungi la frontiera i tempi sono questi: non c'è nulla da fare.
La pausa alla frontiera questa volta è stata molto più breve e di dogane ce ne son state solamente due più uno o due controlli al bus, ma nulla di particolare.
Devo odire che alla frontiera del Mali mi son pure divertito.
In quanto bianchi io e Rachel abbiamo ricevuto un trattamento speciale, e questo mi fa molto ridere.
La polizia di frontiera ci ha portati sotto un albero e io pensavo ci facessero sganciare un botto di soldi, invece uno di loro, penso il capo, ci ha raccontato tutta la sua storia: è stato in Darfour, a Roma per uno stage di peacekeeping ed in molte altre parti.
Così mentre i negri erano in coda sotto il sole tipo schiavi, noi eravam sotto gli alberi tranquilli a parlare piacevolmente. Questa cosa fa molto ridere: ex colonialisti trattati meglio dei connazionali. Fa parte dei controsensi africani.
Dopotutto ora gli ebrei son culo e camicia coi tedeschi. Money power.

frontiera...
Ripartiti inizia il videoclip.
Dagli altoparlanti più o meno funzionanti del bus parte la musica e tutto acquista di colpo coerenza. La musica africana è lo specchio della brousse.
Il concetto della ripetitività degli alberi con l'alternanza di laghetti asini, capre e mucche è esattamente trasposto in questa musica fatta di riff ripetuti e vocalizzi cangianti sovrapposti.
Questo è il motivo per cui una musica tradizionale africana non potrebbe mai funzionare da noi. In tutto quello che noi viviamo c'è un inizio ed una fine. Noi non abbiamo spazi infiniti come la brousse. Abbiamo piuttosto soazi che cambiano che differiscono.
E' il motivo per cui siamo così affascinati da questi grandi spazi, ma ad un certo punto è anche il motivo per cui da questi spazi siam anche oppressi.
Io per esempio ho bisogno di un inizio ed una fine, sia nello spazio che nella musica.

Alle 19 in mezzo al nulla leggo un cartello verde con scritto Bienvenue a Bobo Dioulasso.
Finalmente.

Ad accoglierci un amico di Philippe anche lui rasta.
Alla stazione Total  - gli indirizzi son spesso dati dai distributori di benzina - ci incontriamo con Tierry che ci porta all'auberge. Un sogno.
Una casa ad un piano solo dove lui vive con la moglie e la figlia che funziona come un ostello.
Una casa con le volte, costruita con mattoni e non con cemento, attorniata da alberi di frutta.
L'Africa che immagino. L'Africa.
Per cena una buona insalata e al termine dopo aver giocato con Ilda la bambina dormo.

martedì 20 novembre 2012

Il Niger



Lungo il Niger  rinascono le contraddizioni africane.
Casa dittatore, casa presidente banca, rivoluzione
Immaginate un lungo fiume di terra rossa separato da un breve tratto di piante e poi l'acqua.
A fianco il luogo dove ha avuto luogo l'organizzazione della rivoluzioine separatista del 1960, subito dopo una delle ville del presidente della Banca d'Africa seguita da un villone inguardabile del dittatore del Congo, mi pare.
Alcuni amici di Philippe stanno, ovviamente nel luogo rivoluzionario.
Chi conosce GTA San Andreas sa benissimo cosa voglio dire quando parlo della casa di Big Smoke a Grove Street.
In pratica un gruppo di uomini che si fanno molte canne e poi vanno a lavorare. Tra loro un medico chirurgo di 57 anni che sembra molto più giovane, un militare e un ragazzo che Philippe ha aiutato e sostenuto qualche anno fa e che ora fa il piroghiere, ovvero guida la piroga.
Cos'è la piroga? Una gondola ma molto meno da fighetti.
Prendiamo la piroga tutti assieme e ci rechiamo più o meno al centro del Niger.
al centro del Niger

sicura questa piroga...
Il panorama è sensazionale. L'acqua è torbida!

Ah! Mi devo fare il bagno il Niger è un fiume magico! Vieni Ale?
- sarà anche magico, ma pensare di fare il bagno in un fiume che bagna una cittadona gigante senza depuratori non mi ispira più di tanto, anche perché a quel punto potrei benissimo farmi il bagno nel Po
No grazie Philippe, non mi piace molto fare il bagno nel fiume
Guarda che qui in Mali non c'è il mare!
E vabbé normalmente faccio il bagno solo d'estate, non è grave...

Dopo il bagnetto con relativo stazionamento sulle rocce torniamo a riva e torniamo verso casa col taxi...

lunedì 12 novembre 2012

10 Novembre - Intermezzo


Qui a Dakar abita una persona che alcuni di voi lettori conosceranno: Il Prufesur.
Si tratta di un signore di 64 anni che fino a due anni e mezzo fa abitava in via Gaudenzio Ferrari, due piani sopra la mia testa a Torino.
Ad un certo punto ha deciso di trasferirsi a Dakar per suonare, per le donne (questo non lo dice, ma son sicuro) e per stare un po' tranquillo.
La zona dove abita è una zona residenziale che sembra quasi normale. Ricorda molto le zone residenziali delle periferie dei paesi del sud Italia: case più o meno belle in zone larghe posizionate un po' a caso.
Siamo stati ospitati ed abbiamo dormito in un letto normale, con un bagno normale, in una casa normale.
Non mi piaceva. Ed è proprio in questo che ho compreso come il casino di Grand Yoff, questo mercato delirante fatto di odore di pesce mischiato a polvere, mosche e cacche di capre e cavalli sia molto più vero e tutto sommato, incredibile a dirsi, a misura d'uomo.
Giungendo verso la casa del Prufesur abbiamo attraversato zone dal sapore mare europeo: Centri commerciali, discoteche, strade asfaltate, macchine normali...
Mi son bastati 4 giorni di polvere e sonno in terrazza con le stelle nel cielo per farmi sentire stretto in una situazione normale come la intenderemmo noi.

da casa del Prufesur
La sera ci siamo poi recati ad uno spettacolo di danza e ritmi africani. Molto bravi, anche se devo dire che la sola ritmica dopo dieci minuti mi fa domire.
Qua sprecherei anche due parole per le europee bionde sole di mezza età che vengono qui a fare finta di fare la danza africana, per altro con una goffezza imbarazzante che crea ragionevolmente molta ilarità tra i negri (si può dire negri? Io lo dico), quando in realtà son qui a prendersi il cazzo.
E' una cosa che personalmente considero avvilente, così come considero avvilente il contrario, ben inteso.
Considero ancora più avvilente la cosa quando si tratta di ragazzi/e giovani.
Le giovani donne sono ancora più divertenti da vedere, perché vogliono fare la parte di quelle interessate alla cultura: ridicolo. In questo gioco delle parti trovo che tutto sommato i maschi abbiano almeno più onesta intellettuale.
Bacio a tutti